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La libertà espressiva di Emanuela Terragnoli

Poesie-recensioni

Autunno tra le vigne
olio su tela
cm. 50 x 60 anno 2008




Non è necessario cercare e trovare tematiche particolari e complesse, oppure schemi preordinati nella pittura di Emanuela Terragnoli, poiché tutto appare e si comprende al primo sguardo per quella capacità di rappresentare in un modo semplice, limpido, pulito, tutto il suo mondo, quello che senza troppe remore ti entra dentro, che ti rende partecipe , che ti rasserena, che ti fa sognare, quello che accompagna la vita di tutti i giorni.
Nella semplicità della Sua arte la Terragnoli è artista leale e sincera.
I coloro caldi avvolgono le sue campagne che profumano di primavera , regalano ancora più sole al grano maturo e fresco alla già rinfrescanti acque cristalline.
Le pennellate carezzevoli danno morbidezza alla luce che non è mai aspra, stonata.
Tutto diventa racconto antico, favola sognante ed il sapore del miele ed il profumo delle viole impregnano le corse nelle campagne assolate, i canti rallegrano le fronde di alberi di antiche memorie e le parole mai dette, oppure raccontate all'imbrunire, si adagiano nel lungo sogno.
La sua pittura dunque diventa racconto. Le parole vengono sostituite con la sobrietà e l'eleganza dei suoi colori mai scontati.
Morbidi si adagiano sullo spazio bianco brillando di luce propria, e sovrastano indiscussi l'ombra, che si suole dire, è necessaria per dare appunto risalto alle luce, ma la Terragnoli sembra che superi questa concezione forse scontata, in una sua personale ricerca tecnica ed intimistica.
La luce crea luce! Tutti i contorni sono sfumati, pervasi da una leggera elettricità perché le particelle di luce sono più vibranti di quelle materiali, pronte a modificarsi contemporaneamente in qualsiasi cosa.
Nella realtà occorre aspettare una stagione perché un fiore diventi frutto, ma nel sogno di Emanuela tutto si può trasformare in un attimo.
Ecco che dai suoi campi spuntano all'improvviso fiori brillanti adornati da farfalle multicolori che si proiettano al cielo turchino
La ritroviamo misurarsi con nature morte e rappresentazioni di "arte sacra" nelle quali si denota una volontà di ricerca tecnica.
Forse anche il desiderio di trovare o ritrovare la chiave di apertura di un ingresso che potrebbe indicare una via di maggiore consapevolezza delle proprie capacità tecniche ed espressive di un proprio percorso artistico.
Non è un caso che in alcuni lavori di astrattismo traspare la spontaneità del bel ritrovarsi, di accarezzare il sogno, quel sogno che possa placare l'anima in una intimità ritrovata.
Un accavallarsi dunque di stati d'animo sempre lieti, mai tormentati, trasmessi appieno con efficacia, in un dialogo di vita intimistica con la natura e con i propri affetti del quotidiano, che assapora di equilibrio raggiunto e di pacatezza interiore.
Un rapporto confidenziale con il fruitore che lo coglie quasi impreparato e disarmato davanti a tanta semplicità espressiva ma che raggiunge l'intimo di tutti noi.
Ed allora ecco una dolce melodia, una parola di un diario senza tempo, un merletto di un pizzo antico, tutto può essere la pittura di Emanuela, ma è certamente il sole che illumina la sua libertà espressiva di artista, ma soprattutto di donna.

Carla Colombo
14 novembre 2008

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Artecarla|Autore: Carla Colombo, Creato: giugno 2007, Aggiornato il: 06 nov 2017| © COPYRIGHT | carla_colombo@libero.it

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